10mar2009
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GiochiConsole
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Ancora sulla vicenda R4: comunicato di Nintendo e replica di PCBox

Nelle settimane passate abbiamo assistito ad un botta e risposta fra Nintendo e PCBox attraverso i rispettivi comunicati stampa, in merito alla questione della legalità del commercio delle cartuccce R4 (e simili) e di dispositivi di modifica delle console. Nintendo ha divulgato nei giorni scorsi un nuovo comunicato stampa, a cui PCBox ha risposto. Per complettezza di informazioni vi riportiamo il testo integrale di entrambi i comunicati.

Comunicato Nintendo::
GAME COPIER ULTIMO ATTO:
IL TRIBUNALE DI MILANO CONFERMA
ANCHE IN APPELLO L’ILLEGALITA’
DEI DISPOSITIVI R4 (O SIMILARI) PER CONSOLE NINTENDO
Vimercate, 5 marzo 2009 – La Sezione proprietà industriale e intellettuale del Tribunale Civile di Milano ha ordinato alla società PCBox Srl di Firenze di cessare immediatamente la distribuzione dei dispositivi illegali per console Nintendo Wii e Nintendo DS, come l’R4 Revolution (o similari) per Nintendo DS.

Il tribunale ha stabilito che mod chip e game copier sono per se vietati dalla legge perchè permettono di aggirare le misure tecnologiche di protezione integrate nei sistemi delle console Nintendo, tutelate dalla legge italiana e della Comunità Europea sia sotto il profilo civile, sia sotto quello penale. Il tribunale ha definito irrilevanti le motivazioni della difesa: questi dispositivi non sono utilizzati per espandere le funzionalità della console, ma nascono con il preciso obiettivo di consentire l’utilizzo di copie illegali.

Nello scorso novembre, Nintendo aveva depositato un ricorso cautelare presso il Tribunale Civile di Milano contro la PCBox Srl, che aveva messo in vendita questi dispositivi, noti comunemente come game copier e mod chip, i quali permettono di aggirare le misure di protezione delle console Nintendo e di utilizzare videogiochi duplicati scaricati illegalmente da Internet che non potrebbero essere normalmente utilizzati con la console stessa. Lo scorso gennaio il tribunale aveva proibito alla PCBox Srl di Firenze la distribuzione dei dispositivi illegali. Nonostante il ricorso in appello da parte della PCBox Srl, il tribunale ha confermato la propria decisione, creando così un importante precedente contro la vendita di game copier e mod chip in Italia.

Il fenomeno illecito della pirateria non solo danneggia in modo significativo Nintendo, ma ostacola lo sviluppo e la crescita dell’industria videoludica nel suo complesso. Secondo i dati dell’Entertainment Software Association (IIPA Special 301 Report), infatti, in Italia la percentuale di pirateria nel settore dei videogiochi è salita dal 40% nel 2006 al 67% nel 2007 con un mercato illegale del valore di oltre 556,5 milioni di euro.

“Siamo ovviamente soddisfatti di questa sentenza, che colpisce dispositivi che non soltanto sono illegali ma incoraggiano la pirateria e la contraffazione, causando danni evidenti a tutto il settore videoludico”, ha dichiarato Andrea Persegati, Direttore Generale di Nintendo Italia.

Comunicato PCBox:
PCBOX / NINTENDO
NESSUN ULTIMO ATTO, PIUTTOSTO UN INIZIO
La società Pcbox s.r.l. (“Pcbox”) ha preso atto, con stupore, del comunicato diramato il 5 marzo 2009 dall’Ufficio Stampa Italia di Nintendo, secondo il quale vi sarebbe stato un “appello”, una “sentenza” e il Tribunale di Milano avrebbe “definito irrilevanti le motivazioni della difesa”.
A fronte di tali affermazioni, del tutto inesatte, Pcbox ritiene doveroso chiarire che non vi è stata alcuna sentenza, visto che la causa di merito non è neppure iniziata, e la prima udienza è prevista per giugno 2009. Il Tribunale di Milano, peraltro respingendo ancora una volta la domanda di pubblicazione del provvedimento cautelare avanzata da Nintendo (proprio perché sarà il giudizio di merito a chiarire chi ha torto o ragione), ha sì confermato, con altra ordinanza emessa in fase di reclamo, il provvedimento emesso, in sede di cognizione cautelare e sommaria, l’inibitoria disposta dal primo giudice, ma ciò ha fatto osservando, ad esempio, che “Ogni più approfondita indagine quanto alla destinazione dei dispositivi PCBox e al mercato dei giochi liberi, appare preclusa, per la complessità degli accertamenti sottesi, in questa sede cautelare”.
Sempre il Tribunale di Milano, trattando della questione centrale della difesa di Pcbox – ovverosia la “blindatura” della tecnologia proprietaria e la conseguente impossibilità per i consumatori di utilizzare l’hardware indipendentemente dal software “licenziato” da Nintendo – ha affermato di non poter entrare nel merito della questione, spettando a Pcbox il compito di “attivare gli organi competenti a livello nazionale e comunitario (l’autorità garante per la concorrenza e il mercato e la commissione europea)”. Esattamente quanto, come già preannunciato, Pcbox si appresta a fare, avendo già incaricato l’avvocato Sandro Guerra del Foro di Firenze per la redazione di esposti all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alla Commissione europea.
Giudicherà chi legge, alla luce di quanto sopra segnalato, se il comunicato stampa Nintendo abbia o meno ricostruito fedelmente l’iter procedimentale. Ciò che è certo è che la motivazione dell’ordinanza – e non “sentenza” – emessa in sede cautelare e sommaria dal Tribunale di Milano tutto autorizza eccetto che a scrivere, come pure è stato fatto, che sarebbe stata posta la parola fine su questa vicenda, destinata – finalmente – ad essere chiarita da un Tribunale in sede di cognizione piena nella causa di merito che inizierà a giugno 2009.
A prescindere da ciò, peraltro, Pcbox, certa di aver sempre operato nel meticoloso rispetto della normativa vigente, si batterà fino alla fine per vedere affermato il diritto di ogni consumatore a non subire imposizioni da parte di coloro che, “blindando” la tecnologia per asserite esigenze di tutela dei diritti di proprietà intellettuale, sembra voler percorrere, in realtà, una strada ben diversa. Nei prossimi giorni Pcbox chiederà formalmente a Nintendo il rilascio di specifiche tecniche e/o di software per consentire alle varie piattaforme di leggere e far girare programmi autoprodotti (come gli homebrew), sviluppati da terzi indipendenti. Dalla risposta, è certo, i consumatori potranno comprendere molte cose e ci auguriamo che i media vorranno seguire con maggiore attenzione questa vicenda.
multiplayer.it(c)

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Discussion

4 responses to "Ancora sulla vicenda R4: comunicato di Nintendo e replica di PCBox"

  • settimo cacicia scrive:

    La produzione e commercializzazione della R4 revolution è legittima.
    Così si è espresso il Tribunale del Riesame di Venezia con Ordinanza depositata in data 2 aprile 2009 accogliendo le argomentazioni della difesa della società di Palermo Take Off sas, difesa dall’avv. Massimo Camilli del foro di Venezia.
    La vicenda trae origine da un sequestro nei confronti della ditta effettuato dalla Dogana di Venezia congiuntamente alla Guardia di Finanza.
    Nel mese di dicembre dell’anno 2008 la ditta Take Off importava da HONG Kong 2000pz di R4 revolution; la dogana di Venezia sospendeva il rilascio della partita di merce poiché sospettate di violazione di diritti facenti capo alla nota società produttrice di consolle per videogiochi NINTENDO.
    Dietro perizia dell’avente diritto, il Tribunale di Venezia disponeva la convalida del sequestro
    La Take Off tramite il suo legale ricorreva al Tribunale del Riesame per avere dissequestrata la merce.
    Le argomentazioni della difesa sono state integralmente accolte dal Tribunale del Riesame che ha provveduto al dissequestro della merce.
    Il Tribunale ha rilevato, in primo luogo, che la sola scheda R4 inserita nell’apposito alloggio della consolle NINTENDO non interagisce con la stessa, se non previo inserimento in quest’ultima di una micro SD dotata di software e programmi, fra l’altro nel caso specie non fornita unitamente alla R4.
    Il Tribunale pare aver condiviso anche la tesi secondo cui l’ultilizzo della cartuccia R4 non comporterebbe violazione delle misure tecnologiche di protezione di cui all’art. 102 quater Legge sul diritto di autore e che comunque la stessa non potrebbe ritenersi destinata prevalentemente alla elusione di queste.
    Secondo il Collegio veneziano una simile eventualità potrebbe comunque verificarsi unicamente per responsabilità di terzi che posseggano le R4, nel scaricare illegalmente giochi o prodotti simili protetti dalla legge sul diritto di autore. L’uso illegale della R4 dipenderebbe pertanto solo dalla condotta dell’acquirente e non avrebbe nulla a che fare con l’oggetto in questione, idoneo ad uso legittimo.
    E’ ovvio, conclude il Tribunale, che la Nintendo intenda tutelarsi dal possibile uso illecito delle R4; tale utilizzo non è, questo è il punto, l’oggetto della mera produzione del bene in questione è lecita; l’uso illecito dipende dalla eventuale condotta di terzi.
    Dunque ne conseguirebbe, che l’acquisto, importazione ed eventuale commercializzazione, non costituirebbe, in quanto tale, fatto illecito, perché in sintesi, condotta neutrale.

  • Vale scrive:

    Concordo in pieno con il giudizio del Tribunale di Venezia. Chi acquista un hardware ha tutto il diritto di utilizzarlo con i software che meglio crede, come chi acquista un pc non può essere obbligato a pagare la licenza per un sistema operativo non richiesto (ma integrato nella macchina!!). E’ quindi evidente che la casa produttrice della R4 non viola alcun diritto. Senza contare che questi colossi dell’informatica (che si tratti di macchine che aiutano nel lavoro o di prodotti ludici) pretendono cifre spropositate per prodotti che quei soldi, forse, non li valgono nemmeno. Ad esempio non si contano le lamentele di chi ha acquistato certi pacchetti software per il “lavoro d’ufficio” aggiornati al 2007, visivamente belli ma esosi e che invece di migliorare, potenziare e velocizzare il lavoro l’hanno rallentato, appesantito e peggiorato. Tornando ai software gratuiti, ci sono homebrew per Nintendo che funzionano benissimo e supportano non solo “giochi fatti in casa” distribuiti gratuitamente, ma anche una serie di applicazioni fatte in casa, sempre gratuite, utilissime, che la casa madre non offre o, se le offre, le propone a prezzi obiettivamente troppo elevati.
    Tutto questo lasciando da parte il discorso pirateria e considerazioni personali sul fatto che se i prodotti originali avessoro prezzi più equi venderebbero molto di più, con evidente guadagno di tutti.

  • gino scrive:

    Nella continua diatriba tra Nintendo e venditori di R4: chi dice che sono legali e chi dice che sono illegali, vi voglio raccontare quello che mi è successo negli ultimi mesi nelle ferie di elettronica del Nord Italia. sono un imprenditore che frequenta le ferie di elet…tronica e vende dispositivi elettronici come chiavette USB, memorie SD e le R4 Nintendo. Devo avvisare tutti i miei colleghi venditori che da un pò di tempo siamo presi di mira dalla guardia di finanza in ogni fiera del Nord Italia, solo perchè vendiamo le schede R4 Nintendo. In genere un Finanziere in borghese chiede se si hanno le R4, così appena venduta si fanno avanti i colleghi finanzieri in divisa per sequestrare le R4 sotto la supervisione di un non meglio noto personaggio dai lineamenti asiatici, che però nulla a che fare con la Nintendo. Io ho provato questa sgradevole esperienza sulla mia pelle in 2 fiere del Nord. Per fortuna un mio amico, anche lui presente con uno stand alla fiera e nelle mie stesse condizioni, mi ha consigliato un valido avvocato a cui appoggiarmi a causa di questo sequestro. Scrivo questo perchè per mia fortuna questo avvocato molto tenace e solerte è riuscito ad archiviare il caso, senza alcun capo di imputazione penale, e in tempi ragionevoli è riuscita a farmi riavere tutta la merce sequestrata. Inoltre cosa ancor più gradita ha ottenuto dal giudice una sentenza a mio favore, per poter vendere alle fiere le R4 Nintendo in assoluta legalità senza avere patemi d’animo e brutte sorprese dai finanzieri in borghese. Se qualcuno dovesse trovarsi in questa situazione posso indicare l’avvocato del foro di Mantova che mi ha seguito è Avv. Karin Malaspina tel 3386875391 email : k_malaspina@virgilio.it
    Quindi non è vero che le R4 sono illegali, si possono vendere tranquillamente così ha stabilito il giudice di Mantova. Certo l’uso che ne fa l’utente finale può essere discutibile. A questo punto però anche le SD e tutti i supporti ottici come CD e DVD dovrebbero essere considerati illegali. Non vi pare?

  • gino scrive:

    Vi tengo aggiornati in merito anche alla fiera di Genova hanno fatto dei sequestri, però anche sono decaduti.
    Infatti la cosa assurda è che la GDF non agisce sotto stinta della Nintendo, ma di una associazone dei diritti intellettuali, (tipo SIAE), che manda un tale Koreano che nulla a che fare con la Nintendo ma si spaccia per esperto (beh con gli ignoranti che ci sono nelle forze dell’ordine persino mio figlio è esperto di R4), e chiama la GDF mettendo poi anche lui la pettorina della GDF, robe che suggedono sono in Italia (ma vi rendete conto è una truffa bella e buona). Infatti con alcuni colleghi standisti e con l’aiuto dell’avvocato sopra menzionato stiamo facendo richiesta di risarcimento danni per 100.000 a testa a questa associazione dei miei calzini, che senza alcuna autorità, nè giuridica, ne di marchio (perchè non ha nulla a che spartire) mette nella merda noi commercianti.
    Allora multiamo tutti quelli che vendono cd e dvd vergini, chiavette USB, SD e microSD, hard disk esterni. Già hanno messo tante imposte inutili, vedrete che metteranno presto la tasse SIAE anche sulle R4.
    Anzi a dire il vero hanno fatto migliaia di sequestri anche alla fiera di Milano, e proprio da quella fiera che abbiamo fatto gruppo per fare la causa di risarcimento.
    Ci sono così tanti ignoranti in giro che persino il giudice che nulla sapeva in merito solo grazie alla perizia presentata dall’avvocato, ha palesemente capito che le R4 altro non sono che degli adattaori esattamente come gli adattatori per le microSD.
    E che cazzo è una vita che lo dico io, ma nessuno mi crede.

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